Torre del serpe

La Torre del Serpe, nota anche come Torre della Serpe, si erge solitaria su un promontorio a sud di Otranto, a circa 35 metri sul livello del mare e a soli 200 metri dalla costa. Le sue origini sono avvolte nel mistero e nel dibattito tra gli studiosi, con alcune ipotesi che la collocano in epoca romana come antico faro a olio, mentre altre propendono per una costruzione medievale. Quel che è certo è che la torre, dalla caratteristica forma cilindrica ha svolto un ruolo cruciale nel corso dei secoli.

Inizialmente, la sua funzione principale era quella di faro marittimo, un punto di riferimento vitale per le imbarcazioni che navigavano lungo la costa salentina e si dirigevano verso l’importante porto dell’antica Hydruntum. Successivamente, con l’intensificarsi delle incursioni saracene e turche (soprattutto dal XVI secolo), fu integrata nel più ampio sistema di torri costiere di avvistamento che punteggiavano litorale salentino, servendo a segnalare la presenza di navi nemiche e a proteggere la città. Comunicava a nord con le fortificazioni di Otranto e a sud con la vicina Torre dell’Orte. La sua posizione strategica, seppur diversa dalla tipologia delle classiche torri d’avvistamento cinquecentesche, permetteva un’ampia visuale sul mare. La torre è stata oggetto di restauri nel corso della storia, il più recente nel 1997.

La Leggenda del Serpente: Ciò che rende la Torre del Serpe un luogo così evocativo e iconico è la sua antica e affascinante leggenda, che si è tramandata oralmente di generazione in generazione e ha plasmato persino lo stemma della città di Otranto.
La versione più diffusa narra di un enorme serpente nero che abitava nelle profondità marine o in una grotta sottomarina vicina alla torre. Ogni notte, questa creatura emergeva dall’acqua, saliva sulla torre avvolgendosi attorno alla struttura e beveva l’olio della lampada del faro, spegnendo la luce che guidava i marinai. Senza la luce del faro, le navi che passavano in quel tratto di mare si scontravano con gli scogli, affondando con tutti i loro tesori.
Gli abitanti di Otranto, stanchi di questi continui naufragi e delle perdite, decisero di tendere un’imboscata al serpente e lo uccisero. Ma la storia non finisce qui. La compagna del serpente, in preda al dolore e al desiderio di vendetta, si avvolse a sua volta attorno alla torre e la strinse con tale forza da distruggerla quasi del tutto, lasciandola nelle rovine che vediamo oggi.
Un’altra variante della leggenda aggiunge un tocco di malinconia: si dice che nelle notti estive, quando il mare è calmo e il cielo stellato, si possano ancora sentire i lamenti e le cantilene dei marinai che persero la vita a causa della luce spenta del faro, anime inquiete che vagano alla disperata ricerca della riva.
La leggenda è talmente radicata nell’immaginario collettivo di Otranto che il serpente che avvolge una torre è diventato un elemento distintivo dello stemma civico della città. Questo simbolo incarna la dualità tra il tentativo dell’uomo di dominare gli elementi e la forza inarrestabile della natura, ma anche la memoria di eventi tragici e la resilienza di una comunità.

Oggi, la Torre del Serpe è un luogo di grande fascino. Sebbene sia un rudere, la sua silhouette contro il cielo e il mare al tramonto è di una bellezza mozzafiato. La sua posizione su un’altura offre una vista panoramica spettacolare sulla costa, sulla Baia delle Orte e, in lontananza, sulla città di Otranto. È un luogo ideale per una passeggiata meditativa, per gli amanti della fotografia e per chi desidera immergersi in un’atmosfera sospesa tra storia, mito e il suggestivo abbraccio del mare Adriatico. La Torre del Serpe non è solo una costruzione antica, ma un custode di racconti che continuano a vivere nel cuore degli otrantini.

 

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